5 gennaio 2019 – Dal Giardino della Biodiversità nuova vita per Cà Fanchi

Da il corriere Romagna di Rimini: il 2019 potrebbe vedere il completamento del progetto

Una trentina di esperti e amministratori si é ritrovata attorno alla tavola con i piatti realizzati dallo chef stellato Riccardo Agostini per parlare degli ultimi lavori da eseguire.

Davanti a un piatto fi polenta fumante realizzata con farina di grani antichi coltivati in loco e preparati al camino da uno chef stellato come Riccardo Agostini e una brigata di esperti coltivatori anche l’impensabile diventa possibile e i sogni “vedono” la realtà. Una realtà che il gruppo “Ortoamico” presieduto dal contadino filosofo Guerrino Fanchi e l’Associazione “Casa del Nomade”  si augurano si concretizzi in questo 2019 appena apertosi così da dotare il territorio di una ulteriore chicca: il recupero completo dell’antico Borgo di Cà Fanchi, con tanto di Oratorio riportato all’antico splendore con il Giardino della biodiversità a chiudere idealmente un cerchio didattico e poetico con l’Orto dei frutti dimenticati.

Tutti per uno e per l’antico Borgo

E’ un incredibile lavoro collettivo quello del recupero di questo pezzo di storia. Una volta entrati nel Parco Sasso Simone e Simoncello, i residenti hanno continuato pazientemente la propria attività per la coltivazione degli orti, la ricerca sui semi e le varietà antiche di piante e frutti. Hanno organizzato tutta una serie di convegni annuali per approfondire tali tematiche. E’ nato quindi, come detto, il gruppo “Ortoamico” per scambiarsi esperienze, piante e semi che, eletta Casa Fanchi come sede, ha ripristinato un pezzo della comunità e i tradizionali comizi agrari. Nel frattempo, l’Amministrazione comunale al tempo presieduta da quel Lorenzo Valenti oggi consigliere dell’Ente Parco, aveva ottenuto un finanziamento regionale di 100mila euro con cui si è messo mano alla chiesina ottagonale (l’Oratorio) e si provvederà alla pavimentazione dell’area antistante. Considerata che la fontana era già stata ripristinata dal Comune, per Chiudere il cerchio mancano il Giardino vero e proprio e il restauro degli affreschi interni.

Comizio agrario “straordinario”.

Per tenere viva l’attenzione, sollecitare “chi di dovere” e anche per il semplice desiderio di incontrarsi a ridosso delle festività di fine anno, ecco che la sede di Cà Fanchi ha ospitato qualche sabato fa una sorta di comizio agrario “straordinario”. Un pranzo a base di prodotti del territorio con produttori, qualche amministratore da pungolare come si conviene davanti a una tavola imbandita e istituzioni varie. A raccogliere fra gli altri l’invito di Guerrino e dei soci collaboratori, il Presidente del Parco Guido Salucci e il consigliere Lorenzo Valenti, il giornalista enogastronomico Graziano Pozzetto, il produttore di frutti antichi Enzo Maioli arrivato direttamente da Reggio Emilia, il titolare della “Casa della Carne” Domenico Celli, il Presidente della Fondazione Valmarecchia Tea Giannini, il graphic designer autore del Progetto della “Valle dell’ozio” Giampiero Bianchi, l’Assessore di Maiolo Leonardo Sacchetta, l’ex presidente di “Civiltà contadina” nonché grosso conoscitore ed esperto Alberto Olivucci… Un parter d’eroi delle tradizioni a confronto sui frutti dimenticati sul mais di Scavolino al centro di un progetto nel piano di sviluppo rurale (“Quest’anno ci saranno terreni sperimentali”), sulle “farine di grani antichi che da gennaio saranno al centro di una produzione con San Patrignano”… Una trentina di persone a raccontarsi davanti al camino acceso e a piatti “poveri” impreziositi dallo chef di casa Agostini.

Progetti, impegni e promesse.

“Con il Giardino della biodiversità abbiamo sviluppato l’orto, abbiamo vitigni di oltre 100 anni da salvare e la chiesa da completare; da parte nostra abbiamo raccolto altri 6mila euro da destinare al completamento del progetto e ne mancano 15mila per riuscirci…” ha fatto il punto Guerrino Fanchi. Parole raccolte dal Presidente Salucci. “Sulla chiesa ci siamo impegnati e mancano solamente i lavori interni che, dipendesse da me, farei domani. Da amministratore non mi piace però fare promesse a vuoto, quello che garantisco è che faremo la nostra parte  cercando ogni strada possibile e se non riusciremo in proprio metteremo insieme le forze per cercare un bando cui compartecipare. La proprietà è del Comune ma sappiamo le difficoltà degli Enti locali di questi tempi e il bando è la strada migliore da perseguire”. Già nell’attesa, giovani studenti italiani e di diversi Paesi d’Europa visitano saltuariamente l’area della biodiversità. Il 2019 sarà l’anno buono per i titoli di coda?



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